LE INTERCETTAZIONI
Strumento d’indagine vitale
Il Mattino di
Padova, 7 maggio 2010
Le dimissioni di
Scajola dimostrano che le intercettazioni
telefoniche servono. Le dimissioni di Scajola
costituiscono la prima conseguenza politica
dell’inchiesta giudiziaria sugli appalti per il G8.
Dalle indagini stanno emergendo numerose ipotesi di
reato: alcuni esponenti politici e istituzionali,
tra i quali ci sarebbe anche l’ex ministro dello
sviluppo economico, avrebbero violato le leggi sulla
concorrenza per assegnare a determinate imprese
lavori pubblici in cambio di denaro e di favori.
In attesa che i magistrati facciano piena luce
sulla vicenda e che i colpevoli siano processati, è
opportuno riflettere su due aspetti: l’importanza
delle intercettazioni telefoniche, la necessità di
realizzare le opere pubbliche senza ricorrere a
procedure straordinarie. Le intercettazioni
telefoniche sono uno strumento d’indagine
fondamentale, utilissimo per perseguire i reati, e
non possono essere limitate o ridotte. Senza le
intercettazioni i gravi reati contro la pubblica
amministrazione, oggetto delle inchieste della
procura di Firenze, non sarebbero venuti alla luce e
i magistrati non avrebbero potuto acquisire elementi
decisivi per accertare le responsabilità penali. La
proposta di legge della maggioranza, in discussione
in questi giorni al Senato, deve essere ritirata e
modificata, perché vuole ridurre il ricorso alle
intercettazioni e vuole limitare la libertà di
stampa proibendo la pubblicazione degli atti
d’indagine - compresi i contenuti delle
intercettazioni - anche quando non sono più coperti
dal segreto.
Le opere pubbliche devono essere progettate e
costruite nel rispetto della pianificazione
territoriale e delle leggi sulla concorrenza. Nel
corso degli anni si è diffuso il luogo comune
secondo il quale per realizzare prima e meglio gli
interventi pubblici bisogna agire con procedure
straordinarie, gestite da commissari che
sostituiscono gli enti preposti. Così si è arrivati,
per fare alcuni esempi, all’approvazione della legge
obbiettivo sulle infrastrutture viarie, ai poteri
eccezionali concessi alla protezione civile, al
commissario per l’emergenza rifiuti in Campania. Di
fronte a qualsiasi evento atmosferico particolare si
invoca lo stato di emergenza per poter utilizzare
fondi pubblici senza seguire le leggi. Le regole
sulle gare d’appalto vengono aggirate spesso
adducendo motivi d’urgenza o addirittura
d’emergenza. Pur di accedere a finanziamenti
dell’Unione Europea si progettano e si realizzano
opere che poi non si completano o non entrano in
funzione. Molti interventi vengono trasformati
attraverso varianti in corso d’opera, che spesso
modificano aspetti progettuali rilevanti e fanno
lievitare i costi.
La cultura degli interventi «in deroga» alle leggi,
ai piani regolatori, alla programmazione
socio-sanitaria si sta consolidando nelle azioni di
molti enti pubblici e rischia di sostituire le
procedure ordinarie. Il risultato è sotto gli occhi
di tutti: i tempi e i costi per la realizzazione
delle opere aumentano, la qualità peggiora, le norme
sulla concorrenza vengono aggirate, la corruzione e
i rapporti illeciti tra imprese e politica si
diffondono. Anziché ostacolare la magistratura e la
stampa con la legge sulle intercettazioni, il
Governo e la maggioranza dovrebbero impegnarsi per
impedire il ricorso a procedure straordinarie per
realizzare le opere pubbliche.