Il parlamentare del Pd attacca: il partito degli
affari sta tentando
di rimettere le mani sulla città
L’sms della Destro è un caso
Naccarato: voleva condizionare le domande a
Zanonato
Il Mattino di Padova, 27 maggio 2009
Il giorno dopo, tensione ancora alta tra il
direttore del Gazzettino Roberto Papetti e Flavio
Zanonato. Per la stoccata che ha provocato il
litigio fra i due, il sindaco accusa il direttore di
aver ricevuto suggerimenti via sms da una
parlamentare Pdl seduta in prima fila, l’ex primo
cittadino Giustina Destro. È accaduto l’altro ieri,
all’auditorium della Camera di commercio, in un
confronto tra i principali candidati sindaci
organizzato da Confindustria. Quando Zanonato ha
ricordato che «c’era chi sosteneva Fiorani alla
scalata di Antonveneta», non è tardata la replica di
Papetti: «Con Fiorani c’era Consorte e tutti si
ricordano le telefonate di Fassino...». Nonostante
il clima molto teso, nessuno aveva ancor visto la
foto pubblicata ieri dal Mattino che immortala l’sms
incriminato. E così, ieri, la zuffa è continuata. Il
testo è: «Bisogna far uscire dalle righe il nano».
Lo ha scritto Giustina Destro. Secondo Zanonato l’ha
ricevuto il direttore Roberto Papetti. Nella sala
c’era anche l’onorevole del Pd Alessandro Naccarato.
Che non nasconde sdegno.
Allora onorevole Naccarato, che cosa è
successo?
«Oggi me lo spiego. Il dibattito si stava
svolgendo in maniera equilibrata. A un certo punto
il clima è cambiato quanto Papetti ha commentato una
risposta del candidato Pd Zanonato, il quale aveva
ricordato che una parte politica della città
appoggiò la scalata di Fiorani all’Antonveneta
(Gianpiero Fiorani, l’ex ad della banca di Lodi
arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui “furbetti
del quartierino”). Come ha dimostrato la foto
pubblicata dal Mattino l’onorevole Giustina Destro,
che era stata designata nel Cda di Antonveneta
qualora Fiorani fosse riuscito a conquistare la
banca padovana, aveva inviato un sms a Papetti:
“Bisogna far uscire dalle righe il nano” con
riferimento a Zanonato. E Papetti, convinto
dall’ordine ricevuto, si è adoperato per innervosire
il candidato sindaco del Pd. Non c’è stata nessuna
domanda non gradita da parte di Papetti, come ha
detto poi quest’ultimo per spiegare l’accaduto. Per
quanto riguarda il Pd, noi non prendiamo ordini da
nessuno: né da Consorte né da Fassino. Tanto è vero
che su Antonveneta ci eravamo espressi a favore di
Abn Amro, mettendo in guardia dal disegno criminale
di Fiorani».
Sicuro che fosse Papetti il destinatario
dell’sms?
«Papetti nega di averlo ricevuto. Eppure sul
display del cellulare di Giustina Destro c’è il suo
recapito di cellulare. Il comportamento del
direttore viola ogni regola deontologica: si è fatto
dare ordini da una parlamentare del centrodestra. In
più trovo grave il linguaggio con cui l’onorevole
Destro comunica con il direttore, mostrando molta
confidenza nei suoi confronti. Ecco perché non
accettiamo lezioni di stile da nessuno: in
particolare da chi, come la Destro, si esprime in
modo così dozzinale e offensivo».
Come mai tanto attivismo da parte della
Destro?
«La vicenda è piuttosto inquietante. È chiaro:
il partito degli affari vuole rimettere le mani
sulla città. Sta cercando di tornare in campo quella
rete politico-affaristica che ruotava intorno al
sindaco Destro tra il 1999 e il 2004, anni in cui ci
sono state le peggiori operazioni speculative e
patrimoniali. Sono i vecchi amici di Fiorani: quelli
che, come l’onorevole Ascierto, inviavano al
banchiere sms del tipo “... a disposizione”».
Che tipo di operazioni? Chi ci ha guadagnato
e chi ci ha perduto?
«Il Comune di Padova ha svenduto pezzi di
territorio ai privati, come a Padova est per
l’affare Ikea. E ha venduto alla triestina Acegas la
propria società di servizi Aps, che gestiva
l’energia, l’acqua e i rifiuti. Non è roba di poco
conto».
Zanonato è stato accusato di essersi
innervosito al dibattito. Pure il centrodestra ha
perso le staffe?
«Il candidato sindaco Pdl Marco Marin è in
difficoltà. La Destro, che lo segue da vicino, ha
voluto dargli una mano. E il direttore del
Gazzettino, ha assecondato la volontà di
quest’ultima. Non sfugge a nessuno che quel
quotidiano è del gruppo Caltagirone. E nella vicenda
delle scalate bancarie fu coinvolta anche una
società del gruppo di costruttori romani. Peraltro
una decina di giorni fa il Gazzettino ha divulgato
un sondaggio inesistente sulle intenzioni di voto
dei padovani: il fatto è stato segnalato al Corecom
(Autorità per le garanzie nelle comunicazioni del
Veneto) che ha avviato un’indagine».
L’amministrazione Zanonato è stata accusata
di aver perso soldi nel fallimento della Lehman
Brothers...
«Il Comune ha subito un danno come altri enti
pubblici e privati che investirono in titoli Lehman
Brothers. E sta guidando l’azione di risarcimento
avviata contro la banca statunitense».