LA POLEMICA
Lega, più rispetto per
la Magistratura
Il Mattino di Padova, 28 agosto 2010
C’è il rischio di
abituarsi alle frequenti sparate del neo presidente
della giunta regionale Luca Zaia che non perde
occasione per attaccare le istituzioni del nostro
Paese.
Ultimo caso, le dichiarazioni contro un magistrato
padovano, Gip nella vicenda della morte di Marina
Badiello uccisa da un auto pirata guidata da una
persona in fuga dopo un tentativo di furto. Il
conducente del veicolo è stato arrestato mentre il
passeggero che sedeva al suo fianco no.
Zaia ha augurato “di tutto cuore al giudice che ha
deciso la scarcerazione che a sua moglie o a una
persona a lui vicina non capiti mai un simile
sfortunato incontro”.
La gravità di tale affermazione è enorme e non deve
passare sotto silenzio. Con un linguaggio minaccioso
Zaia, per colpire un magistrato, ha coinvolto la sua
famiglia. Le esternazioni del presidente del Veneto
sono, inoltre, infondate nel merito.
Il governatore dimostra di non conoscere le
procedure e le leggi: come ha ricordato Giovanni
Amenduni, segretario dell’Associazione nazionale
magistrati di Padova, il pubblico ministero non ha
chiesto alcuna misura di custodia cautelare nei
confronti del passeggero dell’auto pirata, che
risulta incensurato. Dunque, il Gip non avrebbe
potuto in nessun modo disporre l’arresto.
Il fatto che un politico che ha ricoperto la carica
di ministro si lasci andare in critiche del genere è
un atto inaccettabile, e al dottor Vincenzo Sgubbi,
magistrato attento e capace - colpevole unicamente
di applicare alla lettera la legge - deve andare la
piena solidarietà di tutti i cittadini che hanno a
cuore l’autonomia e l’indipendenza della
magistratura.
Ma le inquietanti esternazioni dell’esponente del
Carroccio sono sintomatiche di una strategia
collaudata. La Lega invoca il pugno di ferro quando
non riesce più a nascondere il suo immobilismo e a
celare il nulla di fatto del governo di
centrodestra. Le riforme, decantate ieri su questo
giornale, dall’onorevole Massimo Bitonci, hanno
peggiorato il sistema giudiziario.
I provvedimenti-manifesto della Lega hanno avuto
l’unico merito di intasare Procure già al limite
della loro capacità. Per 5 anni il ministro alla
Giustizia è stato un’esponente leghista e da 3 il
ministero dell’Interno è guidato da un uomo dello
stesso partito. Cosa hanno fatto in questi anni i
parlamentari della Lega? Perché non si sono occupati
attivamente della sicurezza del Veneto? Finora le
uniche misure sottoscritte dal Carroccio sono state
l’impunità definita dal Lodo Alfano, la
Legge-Bavaglio sulle intercettazioni e il cosiddetto
processo breve. E’ questa la legalità in versione
Padania? Di sicuro c’è solo che - ancora una volta -
la Lega ricorre alle offese e alle intimidazioni
contro le istituzioni dello Stato. Dimostrando di
non essere un partito in grado di governare.