Camorra nella Marca,
interrogazione a Maroni
La Tribuna di
Treviso, 28 agosto 2010
Tre
interrogazioni al ministro dell’Interno Roberto
Maroni per conoscere l’attività di prevenzione del
governo allo scopo di impedire il radicarsi nella
Marca e nel Nordest della criminalità organizzata di
stampo mafioso o camorristico. A presentarle è stato
il parlamentare del Pd Alessandro Naccarato
dopo le inchieste e gli arresti che hanno
interessato il territorio. Lo scorso 28 luglio è
stato arrestato a Mogliano, mentre faceva jogging,
il catanese Vito Zappalà, 61 anni, condannato per
traffico di droga e latitante dal 1999; l’uomo aveva
un’identità fasulla e 40 schede telefoniche per
sfuggire alle intercettazioni. Precedentemente, il 9
luglio, il gip di Napoli aveva firmato 72 mandati di
cattura per associazione comorristica; tra i
destinatari anche l’ex pizzaiolo di Casacorba
Antonio Barra. Stando alle accuse l’uomo, insieme ad
altri sospetti affiliati al clan Moccia, avrebbe
taglieggiato imprenditori in difficoltà (a cui era
stato prestato denaro ad usura). Il 20 maggio il
tribunale di Palermo aveva disposto il sequestro del
residence Le Barchesse di Cavasagra che sarebbe
stato acquistato con i proventi di attività illecite
da parte di Francesco Ferrante, 66 anni, legato al
clan di Salvatore Lo Piccolo (ritenuto l’erede del
boss Bernardo Provenzano). E a giugno la Mobile di
Treviso insieme a quella di Padova, aveva
intercettato un traffico di droga nel territorio; la
coca, proveniente dalla Campania, viaggiava a bordo
di camion di trasporto carni. Una successione di
indagini e di arresti - rileva Naccarato - che fanno
pensare a un’affermazione della criminalità
organizzata nella Marca. Tanto che il parlamentare
veneto ha deciso di richiamare l’attenzione del
governo sul fenomeno attraverso la presentazione di
tre interrogazioni. In particolare Naccarato ha
chiesto a Maroni «quali misure ritenga di dover
adottare, oltre alla strategia repressiva affidata
alle forze dell’ordine, per prevenire il radicamento
della criminalità organizzata in Veneto e quali
disposizioni intenda attuare al fine si svolgere
un’attenta e puntuale attività di controllo e
ricognizione nel settore degli appalti di opere
pubbliche e in particolare delle attività edilizie e
commerciali della regione». Nella Marca la
criminalità organizzata riciclerebbe il denaro
incassato con attività criminali dopo averlo
ripulito attraverso un passaggio elettronico e il
suo accreditamento a intermediari. Le attività
preferite da camorristi e mafiosi sono soprattutto
quelle immobiliari e quelle commerciali con
l’acquisizione di società in difficoltà e prossime
al fallimento.