I CONTI DI ATTIVA
(EX COSECON) IN TRIBUNALE
Naccarato: «Un
carrozzone.
Occorre liquidarlo in fretta»
Il Mattino di Padova, 29 giugno 2010
PADOVA.
Netto, deciso, senza appello: «L’unica via per
Attiva è la messa in liquidazione». Alessandro
Naccarato, deputato del Partito democratico,
commenta così le notizie pubblicate dal nostro
giornale. «La situazione è gravissima ormai da
tempo. La società è, di fatto, in uno stato
fallimentare. Noi lo sosteniamo da due anni: si
sarebbero almeno evitati i 26 milioni persi. E’
incomprensibile il maldestro tentativo di mantenere
un carrozzone che produce solo deficit. E guardando
i conti, la perdita 2009 sarebbe stata maggiore,
senza l’introito dei 13,5 milioni del gas» spiega.
Proprio sulla vicenda della vendita della rete del
gas, Naccarato aveva presentato il 16 gennaio 2009
un esposto all’Autorità per l’energia e all’Autorità
garante della concorrenza. «Mi sembra che sia
verificato il rischio grave che avevo denunciato
allora. La fideiussione di Enerco Group ha finito
con l’alterare le procedure di gara, che infatti non
si sono mai concluse in modo positivo e compatibile
con la concorrenza del mercato». Poi cita Luca
Fiorentino, segretario generale dell’Autorità
garante della concorrenza: «Nella sua risposta
datata 28 aprile 2009, sottolineava che “Il mancato
ricorso ad evidenza pubblica nella scelta del socio
privato di Veneto Distribuzione produce
inevitabilmente effetti anche nella vendita della
società in fase di svolgimento. Posto che, come
sembra, nel caso in cui dovesse andare deserta il
socio privato di Veneto Distribuzione si trova oggi
nella condizione di poter acquisire le quote di
Attiva Spa arrivando così a detenere la totalità del
capitale sociale”. Verifico che un privato, la
famiglia Casellato, ottiene un servizio pubblico
senza gara».
Conclusione: «Tutte le nostre critiche alla gestione
sono confermate. Interesseremo tutte le autorità
competenti per fare piena luce. Veri danneggiati
sono i Comuni che in molti casi hanno costruito con
loro risorse le reti del gas. E i cittadini: avranno
un servizio peggiore a costi più alti».