Cogeneratore, divampa la polemica
Conselve. Naccarato (Pd):
«Soldi pubblici, profitti privati»
Il Mattino di
Padova, 30 maggio 2010
CONSELVE.
Non si fanno attendere le prime reazioni alla
notizia dell’imminente avvio del cogeneratore a olio
vegetale dopo l’accordo raggiunto fra Attiva (ex
Cosecon) e la società energetica bolognese Newco 56
controllata da Unipol e dal mondo delle cooperative
emiliane per l’affitto dell’impianto da 3,9 megawatt
che brucerà giorno e notte sette tonnellate di olio
vegetale importato da Africa e America Latina. E,
nonostante la gestione «rossa» della centrale, la
prima critica arriva proprio dal Pd, in particolare
dal deputato Alessandro Naccarato che da anni segue
le vicissitudini Cosecon-Attiva.
«Le dichiarazioni dei responsabili dell’azienda
affittuaria - afferma il parlamentare padovano - non
fanno altro che confermare quanto abbiamo sempre
sostenuto, e cioè che non stavano in piedi i
presupposti di quel progetto e che il cogeneratore
non andava finanziato con denaro pubblico. Le
motivazioni che stanno alla base dell’elargizione da
2,6 milioni di euro di fondi dell’Unione Europea
prevedono che la materia prima, l’olio vegetale, sia
prodotto almeno per metà localmente. Invece, come
era facile immaginare vista l’assenza di una filiera
agro-energetica di queste dimensioni nella nostra
provincia, l’olio arriverà via nave fino a Marghera
e poi via camion fino a Conselve, vanificando così
la valenza ambientale dell’iniziativa». La Newco 56
ha fatto sapere che userà olio di jatropha, un
arbusto che cresce nelle zone desertiche, ma che ha
intenzione di avviare anche una produzione locale
stringendo accordi con gli agricoltori del
Conselvano.
Ma Naccarato non ci crede. «Finora gli unici a
trarre beneficio dal progetto sono stati i
costruttori, vale a dire il consorzio Consta,
capofila l’impresa padovana Mattioli. Ora i proventi
non resteranno nemmeno nella nostra regione, visto
che a gestire l’impianto sarà un’azienda bolognese».