APPELLO AL VOTO
Elezioni regionali 28
e 29 marzo 2010
Si vota
DOMENICA 28 MARZO dalle 8.00 alle 22.00
e
LUNEDI 29 dalle 7.00 alle 15.00.
Si vota con un’unica scheda di
colore VERDE
Mancano pochi giorni al voto per le elezioni
regionali. Abbiamo l'opportunità di lanciare un
messaggio chiaro di alternativa al PDL e alla Lega
che, negli ultimi quindici anni di governo della
Regione, si sono dimostrati incapaci di dare
risposte ai problemi e agli interrogativi che
attraversano la società veneta, soprattutto dopo che
la crisi economica si è fatta sentire anche nel
nostro territorio.
La destra ha deciso di trasformare la campagna
elettorale in una rissa contro le più importanti
istituzioni del Paese e contro l'opposizione: prima
gli attacchi al Presidente Napolitano, poi il
rifiuto del confronto con il segretario del PD
Bersani e le offese contro le candidate Bonino e
Bresso e, infine, il progetto eversivo per limitare
l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. In
questo modo Pdl e Lega provano a distrarre
l'opinione pubblica e a nascondere il fallimento di
due anni di governo nazionale e di 15 anni di
governo del Veneto.
E' fondamentale l'impegno di tutti i nostri
militanti e simpatizzanti per parlare con i
cittadini e per convincerli dell'importanza del
voto al partito democratico. Gli argomenti non
mancano.
1. Sanità.
La sanità, che è la principale competenza della
Regione (assorbe circa l’80% delle risorse), è
assente dal dibattito. L’eccellenza del modello
Veneto, eredità delle scelte dei primi anni ’80 e
del ruolo straordinario svolto dall’Università di
Padova in termini di formazione e di ricerca, è in
grande difficoltà: i conti sono in rosso e manca un
piano socio-sanitario per riorganizzare le strutture
e i servizi nel territorio. Bisogna riprendere la
proposta di legge, presentata da Massimo Carraro
nella campagna elettorale del 2005, che prevede due
riforme: un maggior coinvolgimento dei Comuni nelle
politiche sanitarie e dell’assistenza; la scelta dei
dirigenti deve avvenire con procedure concorsuali
trasparenti basate sul merito.
2. Formazione e giovani.
Altro grande tema regionale è la formazione. I
Paesi più avanzati e più lungimiranti affrontano la
crisi economica investendo sulla conoscenza: più
risorse alla scuola e alla ricerca, contrasto
dell’abbandono scolastico, formazione permanente,
sistemi di valutazione basati sul merito. Il Governo
Berlusconi va nella direzione opposta e ha tagliato
i finanziamenti alle scuole e all’università. Molte
competenze sono delle Regioni e in Veneto si è fatto
poco. Il riordino dell’istruzione superiore rischia
di diventare l’ennesima occasione sprecata. Infatti
l’istruzione tecnica e la formazione professionale
devono essere riorganizzate destinando risorse ai
settori strategici: turismo (quindi più inglese e
più lingue straniere, altro che il dialetto!!!),
informatica e manifatturiero. Ogni anno la Regione
spreca un sacco di soldi propri e dell’Unione
europea per corsi inutili, spesso autogestiti da
associazioni di categoria o da cooperative vicine a
qualche forza politica, con risultati modesti. Così
la formazione serve a finanziare i formatori e non
forma nessuno. E’ intervenuta addirittura la
magistratura che ha messo sotto inchiesta alcune
società gestite da persone collegate alla Compagnia
delle Opere per verificare l’utilizzo dei fondi
regionali ed europei per i corsi di formazione.
Serve una seria programmazione regionale, in accordo
con le istituzioni scolastiche e con le imprese, per
svolgere interventi mirati da valutare in modo
rigoroso.
3. Statuto.
Il maggior fallimento di Galan e della Lega è
dimostrato dal fatto che il Veneto non ha uno
Statuto regionale. Tante chiacchiere sul federalismo
e l’autonomia ma nessun risultato concreto. Da
quando la lega è al governo Roma, Palermo e Catania
non hanno mai ricevuto tante risorse. I Comuni del
Veneto dal 2003 al 2009 hanno subito il 21% di tagli
nei trasferimenti dal Governo. Lo stesso vale per il
patto di stabilità che impedisce ai Comuni con i
conti in ordine, e la maggior parte è situata nel
centro-nord, di spendere le proprie risorse. Altro
che Roma ladrona: è la lega che toglie i soldi ai
Comuni veneti virtuosi per coprire i disastri
amministrativi dei Comuni spreconi. Per la lega il
federalismo è diventato come il sol dell’avvenir o
il mito della rivoluzione di altre stagioni: si può
fare qualsiasi cosa e ingoiare bocconi amari tanto
poi arriverà il federalismo e risolverà tutto.
4. Infrastrutture.
Galan si vanta della realizzazione del passante di
Mestre ma finge di dimenticare che questa è l’unica
opera realizzata in 15 anni di governo. Sul
trasporto ferroviario e sui sistemi di trasporto
pubblico la Regione non ha fatto nulla. Le priorità
assolute sono l’alta velocità ferroviaria, con il
contestuale potenziamento delle linee per i
pendolari, e una nuova linea (si tratta di pochi
chilometri) per unire l’aeroporto di Venezia con la
stazione di Mestre. In questo modo il Veneto rimane
collegato con le principali linee di trasporto
ferroviario e può rafforzare il suo ruolo centrale
nelle relazioni con il resto d’Europa.
Domenica 28 e lunedì 29 marzo, andando a votare per
il PD e per il candidato Governatore del
centrosinistra
Giuseppe Bortolussi,
possiamo dare un futuro alla nostra Regione puntando
su un programma condiviso di riforme e di politiche
innovative che mettano al centro i temi del
lavoro, dello sviluppo, della formazione, dei
giovani, della sanità pubblica e dell’ambiente.
Per la lista proporzionale della provincia di Padova
il Pd ha presentato 9 candidati autorevoli e
rappresentativi delle diverse realtà territoriali e
sociali: Maria Luisa Bezzegato, Mauro Bortoli,
Roberto Campagnolo, Martina Maraffon, Giulio
Pavanini, Piero Ruzzante, Silvia Salvagnin, Claudio
Sinigaglia e Germana Urbani. Chi ha partecipato alle
molte iniziative della campagna elettorale in corso
ha sicuramente apprezzato le capacità e la passione
di tutti i candidati e può scegliere a chi dare il
voto di preferenza scrivendo il cognome sulla
scheda.
Tra i diversi candidati in Consiglio regionale nella
Provincia di Padova
ti invito a scrivere il nome di Mauro Bortoli,
candidato del PD in consiglio regionale. Bortoli è
assessore in Comune a Padova dal 2004 e si è
occupato con grande professionalità di questioni
molto importanti: patrimonio, lavoro, urbanistica,
manutenzioni. In questi anni ha ottenuto risultati
positivi nella valorizzazione del patrimonio
comunale e nella realizzazione di interventi nei
quartieri: illuminazione, strade, marciapiedi. Ha
reso efficienti ed efficaci le risposte alle
situazioni di emergenza causate dalla neve e dagli
allagamenti. E' un amministratore serio e competente
che si è caratterizzato per la sua capacità di
confrontarsi con i cittadini e di risolvere i loro
problemi in modo concreto.